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“IL DIGITALE È PER SEMPRE”


IL QUARTO CLASSICO AL “SERAPHICUM”

Lunedì 28 settembre 2026 il IV Liceo Classico, a seguito di un invito della Polizia
Postale, si è recato all’Istituto Seraphicum accompagnato dalla prof.ssa di Diritto,
Elia Cursaro, e dalla prof.ssa di Letteratura italiana, Daniela Vatieri.
L’evento, dedicato alla sicurezza digitale, si svolge nell’ambito della campagna
educativa, rivolta agli studenti delle scuole secondarie, “Una vita da Social”
promossa dalla Polizia di Stato.
Giunta lì la classe si è recata presso l’auditorium dell’Istituto, che ha accolto circa
500 giovani studenti, e dove, grazie alla guida di un giornalista, che ha avuto il ruolo
di presentatore dell’evento, si sono alternati sul palco vari ospiti come i
rappresentanti della Polizia Postale e il prof. Marco Camisani Calzolari, esperto in
Comunicazione digitale e poliziotto ad honorem. Questi hanno parlato della
comunicazione digitale, dell’intelligenza artificiale e soprattutto dei rischi legati a un
uso scorretto e poco consapevole dell’IA e dei social media contribuendo alla
diffusione delle fake news e dei deepfake.
È stato spiegato in modo molto chiaro ed efficace come l’intelligenza artificiale
venga usata quasi per qualsiasi cosa anche dai giovani e giovanissimi, molti dei quali
ne abusano sia per creare e diffondere contenuti social sia per lo studio.
Riguardo all’uso nello studio si è parlato di inadeguatezza perché, sebbene il mezzo
dell’intelligenza artificiale generativa sia potentissimo e potenzialmente utile, non
allena gli studenti ad esercitare un pensiero critico e a verificare la veridicità dei
contenuti proposti. Infatti la possibilità che le informazioni siano sbagliate è molto
alta mentre quella che un giovane o giovanissimo riesca a individuare gli errori è
molto bassa.
Invece riguardo ai deepfake è stato chiarito che sono contenuti falsi che sembrano
reali e spesso creano problemi ai soggetti rappresentati e a coloro che li generano.
Durante l’incontro è stato presentato e proiettato il cortometraggio intitolato: ” Il
primo della classe”, vincitore dell’VIII edizione del contest “La realtà che non esiste”,
promosso da Polizia di Stato e Rai Cinema.

Tale filmato è stato ideato dal regista Andrea Ricciotti ed interpretato dai noti
attori: Samuele Carrino, Alessia Cosmo, Davide Vavalà e molti altri.
Il corto affronta, oltre al tema dell’uso dell’I.A. e dei social, temi di particolare
attualità come la violenza di genere e i pregiudizi.
L’obiettivo del cortometraggio è quello di far capire che non è facile riconoscere un
contenuto creato dall’I.A.; infatti la storia ruota intorno al dubbio sulla veridicità o
meno di un video in cui un ragazzo aggredisce fisicamente la propria fidanzata.
Durante l’evento, inoltre, gli esperti hanno illustrato gli aspetti negativi dei social
media e dell’intelligenza artificiale e quello che indubbiamente è apparso più
rilevante è che causano dipendenza. Ciò accade perché l’algoritmo dei social
“conosce” chi li utilizza e “conosce di più” chi di più li utilizza, quindi propone cose
che sicuramente piacciono, gratificando l’utente, ma limitando le possibilità di
esplorare cose diverse.
Inoltre si è ribadito il concetto che tutto ciò che pubblichiamo su internet, anche se
in un secondo momento viene rimosso, comunque rimarrà sempre sul server di
qualcuno che potrebbe rimetterlo in circolazione, spesso per fini denigratori; infatti
non si deve mai dimenticare che il cyberbullismo è la principale causa di isolamento
sociale e disagio psicologico dei giovani.
È vero anche che riguardo all’intelligenza artificiale esiste un aspetto ancora più
inquietante, infatti se molti, e non solo giovani, chiedono all’I.A. di generare per loro
contenuti di cui non sanno assolutamente niente, altri, e non sono pochi, decidono
di tenere conversazioni con questa e questo accade probabilmente perché le
persone non si sentono giudicate.
Nel corso della mattinata sono stati dati anche consigli e vere proprie indicazioni,
grazie anche alle autorevoli voci della Direttrice dell’Ufficio analisi del Crimine
informatico e dell’Avvocata Ludovica Di Paolo Antonio, le quali hanno suggerito
all’uditorio di inserire password diverse su ogni account, di creare delle parole
segrete con le persone con cui ci mette in contatto. Inoltre i rappresentanti della
Polizia postale hanno suggerito di controllare l’impostazione che sugli smartphone e
sui tablet appare come “i miei dispositivi” per verificare quali siano connessi e
rimuovere assolutamente quelli non conosciuti e indesiderati e infine effettuare
un’autenticazione a due fattori, che consiste in due prove diverse per confermare
l’identità prima di accedere al proprio account.
Per concludere, i social e l’intelligenza artificiale sono utili solo se vengono usati in
maniera consapevole. Questa è la prima generazione ad avere tra le mani strumenti

così potenti, e quindi è quella più a rischio. È perciò necessario sempre prestare
attenzione a tutto e mai sottovalutare niente e ricordare che se mai a un giovane
succedesse qualcosa che lo mette nei guai, come ai ragazzi del cortometraggio, non
deve assolutamente temere di parlarne con qualcuno.
Siamo tutti vulnerabili ed inoltre siamo liberi di denunciare già dai 14 anni di età.
Chiedere aiuto, infatti, è un atto di coraggio.

Martina Luccioni


Categorie: Eventi, Vita d'Istituto